La giustizia ingiusta

Due piantine di Cannabis per lenire dolori atroci: in prigione a 63 anni!

TRENTO. Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. L’uomo di 63 anni che a Trento era stato trovato in possesso di due piante di marijuana che coltivava per uso personale, per lenire i dolori atroci della sua malattia, è stato giudicato colpevole in via definitiva. Andrà in prigione.

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Anche se oggi, per curare gli stessi dolori, può accedere ai farmaci contenenti lo stesso principio attivo che prima era costretto a ricercare nelle inflorescenze della sostanza proibita. L’uomo è infatti intollerante a tutti gli altri farmaci oppiacei usati con finalità analgesiche, motivo per cui il medico gli prescrive – ora che è legale – la cannabis terapeutica.

Nessuna prova di spaccio, nessun coinvolgimento di terzi: coltivava le sue piantine e fumava la marijuana non per ‘sballare’, non per passare la serata con gli amici e ridere un po’. Fumava per poter tirare il fiato, per poter dormire qualche ora senza dover soffrire, per rilassare i muscoli doloranti, per distendere i nervi infuocati dal dolore.

Il primo grado era stato assolto: “Gli effetti dell’assunzione avevano natura e finalità terapeutica e non stupefacente in senso proprio”, aveva detto il giudice. Ma l’appello ribaltò la sentenza: “Colpevole“. Ora la Cassazione, a cui si era rivolto per avere giustizia, ha messo la parola fine, rigettando il ricorso e confermando, di fatto, la sentenza di secondo grado.

“Abbiamo avuto notizie del rigetto del ricorso perché è stato notificato l’ordine di carcerazione“, spiega l’avvocato Fabio Valcanover, che ora cerca disperatamente una soluzione alternativa alla detenzione: “Ma cosa si potrà fare per trovare un’attività sostitutiva al carcere per un invalido al 100%, affetto da HIV, da epatite cronica? Dio solo lo sa”.

“Vedremo – dice Valcanover – la Cassazione non ha avuto il coraggio ( che ci vuole a volte ) di una pronunzia che riconoscesse la supremazia del diritto alla salute su norme oscurantiste e proibizioniste. Coraggio ed equilibrio che aveva avuto il primo giudice“, coraggio ed equilibrio che né in Appello né in assazione i giudici hanno avuto.

L’avvocato, prima di affrontare l’ultimo giudizio, aveva annunciato, in caso di rigetto del ricorso e di condanna definitiva, il ricorso al Presidente della Repubblica. “Chiederemo un provvedimento di grazia al Capo dello Stato – afferma Valcanover – ma prima attendiamo le motivazioni della sentenza, cerchiamo di risolvere il problema dell’ordine di carcerazione, poi considereremo l’opportunità”.

E intanto, in un video si mostrano i benefici incredibili della Marijuana su un malato di Parkinson.

Fonte: IlDolomiti

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