Storie così

            IL RE E IL SANTO

Un re si reco’ un giorno a far visita a un santo e assistette, in qualita’ di osservatore, alla riunione presieduta dal Saggio. Piu’ tardi gli chiese:

“O Maestro, quando presiedi l’assemblea i tuoi discepoli sono seduti in semicerchio secondo una disposizione che somiglia molto a quella che di solito si adotta alla mia corte: ha per caso un significato”?

Il santo rispose: “O Re, come sono disposti i tuoi cortigiani”?

“Il primo cerchio”, spiego’ il re,“si compone di quelli che, per ragioni particolari godono dei miei favori,

in modo da essere i piu’ vicini.

Il secondo cerchio e’ riservati ai dignitari piu’ importanti e piu’ potenti del regno, come pure agli ambasciatori.

Quanto al cerchio esterno, esso e’ composto da gente di minore importanza”.

“In questo caso” disse il santo, “l’ordine nel quale le persone sono qui disposte e’ ben diverso dal tuo.

Coloro che sono seduti vicino a me sono i sordi,

cosi’ possono sentire;

il gruppo intermedio e’ costituito dagli ignoranti,

cosi’ possono prestare attenzione all’insegnamento.

Infine, quelli piu’ lontani sono gli Illuminati:

questa forma di vicinanza per loro non ha alcuna importanza”.

Tutto ció che Dio ti da é per il tuo bene

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C’era una volta un re, che aveva scelto come suo consigliere personale un vecchio saggio, molto saggio, che tuttavia per i suoi detrattori aveva un grosso difetto: qualunque cosa succedesse, ripeteva : “tutto quello che Dio ti da’ e’ per il tuo bene…, tutto quello che Dio ti da’ e’ per il tuo bene…”.

Il re sopportava comunque questo suo difetto, perche’ dai suoi consigli e dalla sua saggezza ricavava sempre grandi vantaggi; per questo motivo, non appena il sovrano usciva dalla reggia, il vecchio saggio seguiva il re ovunque andasse, ma proprio ovunque.

In un giorno di gran pioggia il re si reco’ dal barbiere, e terminate le operazioni di pulizia del volto, il ragazzo di bottega comincio’ la manicure. Mentre stava occupandosi dell’anulare della mano sinistra, vi fu un gran tuono: il ragazzo ed il re sobbalzarono, e nel trambusto, zac, al sovrano venne tagliata la falangetta!!

Strepiti, urla di spavento e di dolore, e la rabbia del re si abbatte’ sul malcapitato garzone: “In prigione, disgraziato, hai mutilato il tuo re, marcirai in galera per il resto dei tuoi giorni”; ma il vecchio saggio, rimasto imperturbabile fino a quel momento, comincio’ la sua litania: ” tutto quello che Dio ti da’ e’ per il tuo bene…, tutto quello che Dio ti da’ e’ per il tuo bene…”; il re al colmo della rabbia sbotto’ :

Basta, mi hai proprio scocciato con queste stupidate, vecchio pazzo, mi stai prendendo in giro, mi hai sempre ingannato in tutti questi anni con queste idiozie, fila in prigione anche tu, cosi’ potrai blaterare le tue lagne fino alla fine dei tuoi giorni!!”

Il giorno dopo il re, per smaltire un po’ di rabbia penso’ di andare a caccia: ovviamente da solo, visto che il vecchio saggio, che fino al giorno prima era la sua ombra, stava languendo nelle segrete del castello…..Dopo aver un po’ gironzolato nella giungla, venne catturato da una setta di adoratori della dea Kali, contentissimi per aver trovato una vittima da sacrificare per la notte del plenilunio. Il re sbraito’, minaccio’ , prego’ ma non ci fu nulla da fare: a quella gente non importava ne’ il rango, ne’ il blasone, per loro era semplicemente un uomo da uccidere sull’altare sacro: per cui lo vestirono con la sacra veste, lo cosparsero del sacro unguento, lo legarono sull’altare e mentre il capo stava per affondare nel suo cuore il coltello sacro, si accorse con orrore che alla vittima designata mancava un pezzettino di dito.

Voi sapete come , per essere sacrificato, un corpo deve essere perfettamente integro, pena grandi disgrazie per la comunita’ tutta, per cui i seguaci lo coprirono d’insulti e sputi e lo lasciarono nella giungla, seminudo e terrorizzato, ma vivo!

Ancora frastornato, il re si avvio’ verso il castello, e nel tragitto capì : il vecchio saggio aveva avuto ragione, come al solito; grazie a quell’incidente dal barbiere, la sua vita era stata risparmiata; cosa importava un piccolo pezzetto di dito, se paragonato al rischio che aveva corso? Meglio vivo senza un dito che morto integro, dopotutto!

Arrivato al castello, ando’ subito alle prigioni, libero’ il garzone e si reco’ dal vecchio saggio, che senza scomporsi meditava nella sua cella: entro’ , lo abbraccio’ e gli disse:

Amico mio, perdonami, che cieco sono stato, mi han rapito i Thugs, mi stavano sacrificando, poi hanno visto che mi mancava un pezzo di dito, e mi hanno lasciato andare: avevi ragione tu, ” tutto quello che Dio ti da’ è  per il tuo bene…, tutto quello che Dio ti da’ è per il tuo bene…, perdonami, starai sempre al mio fianco, il mio regno ti appartiene…Pero’, scusa un momento, ma tu, che ti ho sbattuto in prigione, umiliato e picchiato, dov’è  il bene che Dio t’ha dato in tutto questo?”

Con serenità  il vecchio  guardò  il suo sovrano e candidamente gli rispose:

Vede Maestà se lei non m’avesse messo in prigione, io l’avrei accompagnata a caccia, come sempre, ed a me non manca alcun pezzo di dito…”

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Al caffè con Dio

            Ora mi torna in mente una vecchia storiella,

dove uno dei personaggi è seduto in un piccolo caffè

e c’è una persona anziana seduta vicino a lui, così i due cominciano a chiacchierare.

E poi salta fuori che il vecchio è Dio in persona.

D’accordo, il personaggio non ci crede subito lì per lì,

però grazie ad alcuni indizi si convince che è seduto al tavolino con Dio.

Ha una domanda da fargli, ovviamente molto pressante.

Dice: «Caro Dio, per favore dimmi una volta per tutte, chi possiede la vera fede?

I cattolici o i protestanti o forse gli ebrei o magari i musulmani?

Chi possiede la vera fede?».

Allora Dio, in questa storia, risponde:

«A dirti la verità, figlio mio, non sono religioso, non lo sono mai stato, la religione nemmeno m’interessa».

                                                                                    Amos Oz “Contro il fanatismo”